Sardegna

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Dopo il test di condizionamento sulla GTE dell’Isola d’Elba, inizio a camminare in Sardegna sul Sentiero Italia, precisamente da Santa Teresa di Gallura. La traccia attraversa tutta la Gallura, per poi addentrarsi nelle terre di Nuoro, il gruppo del Montalbo, Supramonte e Gennargentu, scendendo man mano verso Barbagia, Trexenta e, per finire, nel campidano.

L’inizio non è stato dei migliori, anzi, già dal primo giorno ho avuto qualche problema con il tracciato e per via delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. Non ero mai stato in Sardegna prima, o meglio, ero stato solamente in alcune località turistiche, che camuffano la vera realtà di questo territorio.
Dal punto di vista morfologico, la Sardegna è il regno del selvaggio. Vasti appezzamenti di territorio sono lasciati a loro stessi, il che comporta, da un lato, alcune difficoltà logistiche, ma dall’altro si ha la possibilità di respirare e vivere la vera natura selvaggia.

Ho avuto la fortuna di poter passare del tempo con la gente del luogo, che si è rivelata molto disponibile nell’aiutarmi. I Sardi sono una popolazione fantastica, non mi sono mai trovato respinto o ignorato, anzi, si sono dimostrati sempre generosi nel venire incontro alle mie esigenze.

Conclusa la Gallura, mi sono trovato davanti ad un bivio decisionale: proseguire un po’ a caso sul Sentiero o modificare il percorso in zone più conosciute?
Il clima ha iniziato a peggiorare e la pioggia dei primi giorni s’è trasformata in forti temporali per quasi una settimana.
Il mio morale stava scendendo a picco. Da un lato, il problema del dubbioso Sentiero, dall’altro un tempo che non mi aiutava per nulla… insomma, prendendola sul ridere, spero che questo inizio sia stato il collo di bottiglia del viaggio.

Terminato il giro decido di arrivare a piedi fino alla costa meridionale, più precisamente a Solanas, nonostante non offra molti servizi, essendo bassa stagione.
Qui ricevo un’inaspettata accoglienza calorosa, che mi ha lasciato senza parole.
Non sapendo dove stare, vengo invitato da un abitante del posto a rimanere a casa sua per un paio di giorni, giusto il tempo di organizzarmi e prendere un volo per la Sicilia.

I servizi, soprattutto nei periodi fuori stagione (come nel mio caso) non sono da dare per scontati, le strade sono poche e i punti di appoggio, come strutture ricettive, potrebbero essere chiusi.
Se si pensa di attraversare la Sardegna a piedi, dunque, è bene essere preparati ad ogni sorpresa. Si tratta di uno dei luoghi più aspri e rudi in cui sia mai stato.
Ero spaventato ed affascinato nel sentirmi perso in quelle terre.

Il progetto Sentiero Italia è ancora indietro con i lavori di verifica e segnalazione, ma i vari enti competenti sono al momento operativi sul territorio per ripristinare il percorso originale.
Nel corso del tempo il Sentiero è stato in parte privatizzato dai proprietari terrieri, che hanno chiuso le strade con cancellate. Questo è stato il primo problema che mi ha bloccato, ma, nonostante ciò, mi sono appoggiato ai Cai Sassari e Nuoro che, con grande disponibilità, si sono mossi tempestivamente per darmi delle dritte su dove poter andare e dove non.

Scelgo così di aggirare la zona di maltempo e spostarmi sulla costa est verso Siniscola, per scendere pian piano. La scelta si è rivelata giusta e, a parte qualche acquazzone, sono riuscito a camminare agilmente, attraversando un paradiso tra mare e monti.
Grazie a Giorgio Argiolas del Cai, ricevo consigli su dove riprendere il tracciato verificato e segnato del Sentiero Italia. La tratta da Armungia a Castiadas è completamente segnata e fattibile e il tempo, per fortuna, ha deciso di darmi tregua. Riesco così a godermi tre splendidi giorni di sole tra le montagne e i pascoli sardi.

La Sardegna è aspra e selvaggia, ma con un popolo caloroso e disponibile. Sono felice di aver vissuto questa parte di avventura, che mi ha riempito mente e cuore di bei ricordi.
Voglio assolutamente tornare in Sardegna!

Il fatto di non aver completato al 100% il Sentiero mi lascia un po’ di amaro in bocca… ma quando si viaggia all’avventura gli imprevisti sono parte dell’avventura stessa.
Bisogna essere in grado di accogliere gli eventi della giornata e cercarne sempre il lato positivo, adattarsi alle situazioni anche se non rientrano nei nostri programmi. Questa è una grande opportunità di scoperta e crescita personale.

Buon viaggio e buon cammino a tutti!

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